Sempre più in questo periodo si sente parlare del fenomeno delle dimissioni di massa (Great Resignation) ma cosa è in realtà e perché si sta verificando proprio ora?
Quando si parla di grandi dimissioni ci si riferisce a persone che godono di un posto fisso che improvvisamente decidono di lasciare tutto e di dare inizio a un nuovo stile di vita.
Il fenomeno non coinvolge solo persone e giovani che non si ritrovano più in quello che stanno facendo e sentono forte la spinta di cambiare, ma soprattutto manager, persone di successo e affermate nel loro ambiente lavoro che occupano posti di grande responsabilità.
Potreste dirmi. Si ma è sempre successo perché tanto clamore ora?
Perché dopo la pandemia l’entità del fenomeno è notevolmente aumentata. L’esperienza di vita e lavoro vissuta con la pandemia ci ha fatto vedere da nuove angolazioni e con occhi diversi la nostra realtà, il nostro modo di vivere e di lavorare mettendoli fortemente in discussione.
C’è stato quello che le aziende chiamano un vero e proprio riposizionamento, che se da un lato ha fatto emergere l’importanza e il valore della socialità e della comunità negli ambienti di lavoro, dall’altro ha evidenziato un maggior rifiuto delle vecchie modalità di lavoro e di ambienti dove non ci si riconosce più, dove non si ritrova più il senso e il valore del nostro stare insieme.
E’ come se fossimo tutti per un attimo usciti dalla ruota del criceto sulla quale stavamo correndo senza sapere dove e perché, divenendo per la prima volta consapevoli di tutte le sue incongruenze.
Le aziende preoccupate, si stanno interrogando su come intercettare per tempo questo disagio che spesso si esprime attraverso un atteggiamento negativo, un minor impegno, una minore produttività, la perdita di entusiasmo e di interesse, per poterne porre rimedio. In realtà il problema è molto più ampio e profondo e richiede a mio parere di essere affrontato con una nuova cultura aziendale. Una cultura che non sacrifica tutto al profitto, ma lo genera come naturale conseguenza della costruzione di un’azienda comunità, che si riconosce in alcuni valori e che opera per il raggiungimento di un purpose comune.
Ciò che dovrebbe evitare chi sta vivendo queste situazioni e stati d’animo è di prendere delle decisioni sull’onda dell’emotività, con il rischio di ritrovarsi in situazioni peggiori di quelle che si è lasciate o si vorrebbe lasciare.
È importante invece porsi delle domande per comprendere fino in fondo cosa ci fa stare male e vogliamo lasciare e quale prezzo siamo disposti a pagare per le nostre scelte. Per comprendere se ci sono possibilità di vivere in modo diverso la nostra attuale realtà lavorativa. Per avere chiaro verso quale futuro ci stiamo orientando e quali possibilità abbiamo concretamente di realizzarlo sulla base delle nostre caratteristiche o potenzialità.
Se stai anche tu stai vivendo:
- un momento di disagio sul lavoro;
- un momento di ripensamento rispetto alla tua vita e al tuo lavoro;
- un momento di incertezza su quale attività professionale o ramo di studi intraprendere;
- un momento di difficoltà e di impasse su quali decisioni assumere;
- il bisogno di fare chiarezza per comprendere cosa è meglio per te;
quello che ti potrà sicuramente aiutare è il supporto di una Business Coach con la quale poterne parlare in modo aperto e senza giudizio.
Perché proprio un coach?
- Perché ha maturato le competenze necessarie per fare emergere le soluzioni giuste per te.
- Perché attraverso un ascolto attento e profondo e lo stimolo di domande potenti è in grado di ampliare e approfondire la tua visione della situazione.
- Perché è in grado di generare la chiarezza necessaria ad individuare strade e modalità da percorrere in linea con i tuoi valori e priorità.
- Perché è lì solo per te e al tuo fianco, per sostenerti, supportarti e stimolarti ad avere fiducia in te e nelle tue capacità.
Se anche tu ti riconosci in una di queste situazioni, non esitare, contattami su https://terlizzicoach.it/contatti/ e sarò lieta in un primo incontro gratuito di rispondere a tutte le tue domande e darti tutti i chiarimenti necessari