Ho letto  con interesse il libro di Carofiglio  –  L’ora del caffè – manuale di conversazione per generazioni incompatibili” scritto da padre e figlia come esempio di come si possono trasformare occasioni di scontro generazionale in arricchimento reciproco e individuazione di punti di condivisione.

La generazione incriminata è come facile comprendere quella dei Baby boomers, ovvero quella della gran parte dei genitori che oggi si confrontano con figli dai 35 ai 15 anni chiamati i millenials e post millenials.

Il libro racconta come, grazie al rituale della tazza del caffè, padre e figlia hanno colto l’occasione per aprire una finestra l’uno nell’universo dell’altra. 

La prima difficoltà da superare come genitore racconta Carofiglio, è stata accettare che la mia prospettiva non è l’unica possibile e diventare consapevole, “che è difficile cambiare opinione  perché come genitore siamo più propensi a trovare convincenti le tesi e i dati che corrispondono alle nostre convinzioni, e a scartare (senza neanche accorgercene) ciò che non si adegua alla nostra teoria di partenza, passando più tempo a cercare prove che confermino le nostre ipotesi più che ad ascoltare quelle dei nostri figli e degli altri”.

La cosa che ci manda subito fuori strada dice Carofiglio è la convinzione che quando ci relazioniamo con i nostri figli pensiamo di partire dagli stessi presupposti, mentre, invece, siamo diversi nel modo stesso in cui percepiamo la realtà. Vediamo e definiamo le cose in modo diverso e quindi ragioniamo in modo diverso e a volte incompatibile.

Rendermi conto di questo errore di fondo mi ha costretto per primo a mettere in dubbio il mio punto di vista, le mie reazioni istintive. Ciò che mi ha aiutato è stata la volontà di sospendere il giudizio e la disponibilità a mettermi nei suoi panni per cercare di comprendere il suo punto di vista e le sue ragioni.

Ci sono riuscito conclude Carofiglio grazie alla curiosità e alla capacità di fare domande che mi hanno consentito di allargare le mie vedute ma anche la consapevolezza che la libera espressione di opinioni diverse è una condizione necessaria per una società sana e democratica.

Cito questo racconto perchè sintetizza alcune modalità comportamentali come:

  • Mettere in dubbio il proprio punto di vista
  • Fare domande ed essere curiosi e aperti
  • Mettersi nei panni dell’altro per comprenderne il punto di vista
  • Essere rispettosi sospendendo il giudizio
  • Cogliere l’opportunità di ampliare il proprio sguardo
  • Ricercare punti di incontro e i reciproci vantaggi

che favoriscono le relazioni in tutti gli ambiti, familiari e lavorativi  in modo da trasformare occasioni di scontro in collaborazione, crescita e cambiamento per entrambi.

Io sono stata sempre convinta che la “diversità” è una ricchezza perchè generatrice di nuove possibilità.

Se siamo oggi chiamati ad affrontare situazioni complesse e in rapida evoluzione difficilmente riusciremo ad affrontarle vedendole da una sola prospettiva e agendo con le vecchie e consuete modalità. Se siamo invece disponibili ad aprirci a prospettive e modalità diverse e a confrontarci in modo aperto e interessato possono emergere nuove idee e soluzioni prima impensabili.

In un Team di lavoro la capacità di ascoltare, di fare domande e di comunicare diventa quindi il primo presupposto per trasformare i problemi legati alle differenze generazionali in una opportunità e ciò che ci divide in alleanze e sinergie.

Ad esempio:

Se la Silent generation considera importante l’affidabilità e il senso di appartenenza, per dialogare con loro occorrerà mostrare competenza, capacità e interesse per l’azienda.

Se la generazione dei Baby Boomers da importanza al potere e alla possibilità di essere mentori e dispensatori di visioni e principi, per facilitare l’approccio con loro occorrerà puntare sulla leadership evidenziando l’opportunità per l’altro di ottenere un progresso verso qualche cosa di migliore.

Se la generazione X è mossa dal raggiungimento degli obiettivi e dall’esecuzione dei piani apprezzerà esempi di persone note, famose e di successo.

Se la generazione dei Post millenials apprezza la creatività, la connessione e la collaborazione e l’apertura al nuovo per entrare in contatto con loro sarà utile dimostrare di avere una visione chiara del futuro e la capacità di investire in uno scopo condiviso e obiettivi chiari.

Come emerge da questi esempi tutte queste caratteristiche non solo sono utili all’interno di un’azienda per il raggiungimento dei risultati di business, ma valorizzarli e metterli a fattor comune diventa strategico per lo sviluppo della stessa azienda.

Ma come fare e quali strategie attuare per ottenere questi risultati?

Oggi sempre più persone e manager, hanno potuto apprezzare come il contributo e il sostegno di un coach possa aiutarli a sviluppare una più efficace comunicazione interna trasformando situazioni di conflitto e piccoli o grandi problemi in relazioni e soluzioni efficaci e condivise.

  • Se anche tu hai difficoltà di dialogo e di relazione con i tuoi figli o con i tuoi genitori
  • Se anche tu vivi relazioni difficili sul lavoro con i tuoi colleghi
  • Se anche nel tuo Team si comunica e collabora poco

allora un bravo coach ti può aiutare.

Se sei interessato/a contattami su https://terlizzicoach.it/contatti/  e sarò lieta di fissare un incontro gratuito per approfondire le tue specifiche esigenze.