Il libro che vorrei segnalarvi oggi è GENERAZIONI di Federico Capeci – sottotitolo “Chi siamo, che cosa vogliamo, come possiamo dialogare”.
Oggi sentiamo sempre più spesso parlare della contemporanea presenza di più generazioni nei luoghi di lavoro, dell’emergere di differenti visioni, obiettivi e valori che determinano modi diversi di vivere la vita e il lavoro.
C’è chi parla apertamente di scontri generazionali e di difficoltà di dialogo e comprensione, come se nello stesso luogo si parlassero lingue diverse e chi al contrario, si interroga su come trasformare le differenze in opportunità di arricchimento e di crescita per tutti attraverso uno scambio e sostegno intergenerazionale.
Oggi accanto al noto “mentoring” che vede l’affiancamento a una persona giovane di un senior con elevate esperienze e competenze in un determinato campo per favorirne lo sviluppo, si sta sempre più affermando il “Reverse mentoring” ovvero l’affiancamento a una persona senior di un giovane con conoscenze in campo digitale, social, IA per aiutarlo a entrare in questo nuovo mondo a lui un po’ ostico e sconosciuto.
Questo libro ha il grande merito di aiutarci a capire, cosa si intende per generazioni e quali sono le cause che hanno favorito questi differenti modi di percepire e vivere il contesto economico e sociale in cui siamo immersi.
Spiega perché stessi avvenimenti come ad esempio la crisi economica e la pandemia possono essere vissuti e letti in modo diverso:
- dalla Silent generation (persone anziane oltre i 75 anni di età) come parte di un ciclo, perché hanno vissuto o sentito parlare della guerra e di altre epidemie;
- dai Baby boomers (persone che oggi hanno tra i 55 e 74 anni) come il risultato della caduta di valori perché ne attribuiscono la causa a comportamenti umani poco etici;
- dalla X generation (persone che oggi hanno tra i 35 ai 54 anni) come la fine di una bolla perché hanno visto il succedersi di scandali che hanno minato i loro entusiasmi di un mondo migliore;
- dai Millennials o Y genaration (persone che oggi hanno tra i 34 ai 27 anni) come l’inizio di qualcos’altro perché cresciuti in un mondo globalizzato, non si stupiscono che fenomeni apparentemente distanti possano influire nel bene o nel male sulla loro vita;
- dai Post millennials, o Z generation (persone che oggi hanno dai 26 ai 15 anni) come un campanello d’allarme perché vivono immersi in un mondo problematico e in crisi senza vedere modelli di vita alternativi.
- Dall’Alpha generation (ragazzi che oggi hanno meno di 15 anni) come un mondo da scoprire anche se è ancora presto per dirlo, perché dipenderà dagli effetti che questi eventi avranno avuto sul loro benessere, sulla loro crescita, sulla loro salute e sulla loro famiglia.
Come riuscire quindi ad attivare una efficace comunicazione se percepiamo e viviamo gli eventi in modo così diverso?
Il libro suggerisce diverse strategie come la capacità di attivare un buon livello di ascolto, la volontà e la curiosità di conoscere il mondo dell’altro, la disponibilità a mettersi in discussione e la ricerca di punti di incontro piuttosto che di contrapposizione.
Perché come coach sono interessata a questo argomento e cosa a che fare con il coaching?
Perché l’attività del coach si fonda proprio su questo. Sulla capacità di entrare nel mondo del tuo cliente e di comprenderlo senza giudizio.
Sulla curiosità di scoprire i valori che guidano le sue convinzioni, le esperienze che le hanno determinate, i suoi bisogni e i suoi timori e le ragioni delle sue modalità comportamentali.
Sulla volontà di creare le condizioni perché si possa sentire compreso, non giudicato, protetto e libero di esprimere ciò che pensa e sente.
Sul desiderio di creare una relazione paritaria fondata sul rispetto e la fiducia reciproca.
Ma non solo. Il mio compito come Coach è quello di aiutare il mio cliente ad ampliare la sua visione, a vedere le situazioni e i problemi sotto diverse prospettive, a mettersi nei panni degli altri e a trarre stimoli per individuare nuove strade da percorrere, nuove soluzioni, ad aumentare la sua consapevolezza su ciò che vuole essere come persona, ottenere e perché.
Oggi sempre più aziende, manager e persone decidono di avvalersi di percorsi di coaching perché si sono accorte che attuare queste strategie da soli può risultare difficile e richiedere tempi lunghi. Hanno invece potuto apprezzare come il contributo e il sostegno di un coach può aiutarli a sviluppare una più efficace comunicazione interna, a superare i piccoli o grandi problemi che si possono incontrare durante il percorso e a ricercare velocemente soluzioni efficaci e condivise.
- Se anche tu hai difficoltà di dialogo e di relazione con i tuoi figli
- Se anche tu vivi relazioni difficili sul lavoro con i tuoi colleghi più giovani o anziani o con i tuoi superiori
- Se con i tuoi genitori non c’è comprensione né dialogo e vuoi fare qualche cosa per farti capire
- Se vorresti che il tuo team performasse meglio ma ti accorgi che perdono tanto tempo a litigare più che a collaborare
allora un bravo coach ti può aiutare.
Se sei interessato/a contattami su https://terlizzicoach.it/contatti/ e sarò lieta di fissare un incontro gratuito per approfondire le tue specifiche esigenze.