I ragazzi spesso trovano scuse per giustificare un rendimento scolastico insufficiente, sia per evitare rimproveri che per alleggerire il peso della responsabilità.

Le scuse sono naturali, ma l’obiettivo di un genitore non è smascherarle con severità, bensì trasformarle in un’opportunità per:

  • Aprire un dialogo
  • stimolare la riflessione
  • focalizzarsi sui comportamenti da modificare

Ecco alcune strategie per affrontare le giustificazioni più comuni con risposte che, a partire dal dichiarare comprensione per ciò che il tuo ragazzo o la tua ragazza stanno vivendo, (atteggiamento indispensabile per generare un clima aperto e disteso):

  1. “Il professore ce l’ha con me”

Risposta: “Capisco che tuu posa sentirti incompreso, ma pensi che davvero il professore abbia qualcosa contro di te o potrebbe esserci un altro motivo? Vuoi che troviamo un modo per migliorare il rapporto con lui/lei?”

L’obiettivo è: aiutarlo a riflettere sul proprio atteggiamento e a fare qualcosa di diverso per migliorare la situazione.

  1. “Non ho avuto abbastanza tempo, avevo anche altre materie da studiare”

Risposta: “Come hai gestito il tuo tempo? Come possiamo organizzare meglio lo studio in modo da non arrivare all’ultimo minuto.”

Obiettivo: Aiutarlo a riflettere sulla gestione del tempo e sull’importanza di pianificare.

  1. “Ho studiato ma mi hanno chiesto proprio quello che non sapevo”

Risposta: “Purtroppo non si può mai sapere in anticipo quali domande usciranno. La prossima volta, come potresti prepararti in modo più completo?”

Obiettivo: Evitare uno studio selettivo e incoraggiare una preparazione più ampia.

  1. “L’interrogazione/verifica era troppo difficile” – , il compito era pieno di tranelli”

Risposta: “Può succedere è vero, ma cosa potresti fare per essere pronto anche in situazioni simili?” Quali parti ti hanno messo più in difficoltà? Come possiamo prepararti meglio per la prossima volta?”

Obiettivo: Far capire che la preparazione gioca un ruolo chiave.

  1. “Non ci avevo capito niente” – Il libro/spiegazione non era chiaro e così non mi ricordavo nulla

Risposta: “Hai provato a chiedere chiarimenti all’insegnante o a un compagno? Magari possiamo cercare insieme un metodo di studio più efficace.”

Obiettivo: Incentivare la richiesta di aiuto e migliorare il metodo di studio, cercare soluzioni alternative.

  1. “Non ero in forma quel giorno” – “Ero troppo nervoso/a e mi sono bloccato/a”

Risposta:  “Ti capita spesso di sentirti così? Possiamo trovare un modo per gestire meglio la tensione prima delle verifiche?” Magari possiamo fare delle simulazioni per farti sentire più sicuro.”

Obiettivo: Distinguere le difficoltà reali da quelle emotive e aiutare il ragazzo a trovare strategie per affrontare l’ansia scolastica.

  1. “Non ero l’unico ad aver preso un brutto voto”

Risposta: “Capisco che non sei il solo, Cosa potresti fare per ottenere un voto migliore la prossima volta?”

Obiettivo: Insegnare a puntare sul proprio progresso.

  1. “Non serviva studiare, tanto vado bene di solito”

Risposta: “Essere bravi è ottimo ma come vedi a volte non basta. Cosa pensi di fare la prossima volta per non sottovalutare la verifica?”

Obiettivo: Far capire che l’impegno costante è fondamentale, anche per chi è già bravo.

9) Studiare matematica è inutile tanto ci sono le calcolatrici e IA

Risposta possibile:  “Capisco che possa sembrarti inutile fare certi calcoli a mano quando esiste la calcolatrice, ma la matematica non serve solo a fare operazioni. Ti aiuta a sviluppare la logica, il ragionamento e la capacità di risolvere problemi complessi, che sono fondamentali in tantissimi lavori e situazioni quotidiane come: la gestione del denaro, la programmazione, l’analisi dati, creare videogiochi.  Sapere cosa la calcolatrice sta facendo, ti consente di accorgerti di eventuali risultati sbagliati  (perchè non sono quelli che ti aspetteresti) Vogliamo capire insieme in che modo quello che stai studiando ti può essere utile nella vita reale?”

Obiettivi della risposta: Far capire che la matematica serve soprattutto a sviluppare capacità logiche e di problem solving utili in molti aspetti della vita. Coinvolgerlo in un ragionamento.

Conclusione

Queste scuse, anche se a volte contengono una parte di verità, spesso servono a evitare il confronto diretto con le proprie responsabilità.

La chiave, per un genitore è cercare di andare oltre la giustificazione e capire le vere cause delle difficoltà scolastiche, aiutando il figlio a trovare soluzioni concrete.