il Progetto PoweR
In un mondo del lavoro ancora segnato da disuguaglianze strutturali, nasce PoweR, un progetto ambizioso dal titolo “Costruire Ecosistemi Lavorativi più Inclusivi e Resilienti” promosso da Fondazione Cariplo, Università degli Studi di Bergamo e Associazione per la Ricerca Sociale, con l’obiettivo di generare un cambiamento concreto e duraturo nei contesti lavorativi lombardi.
Attraverso una ricerca condotta su aziende con oltre 50 dipendenti nelle province di Milano, Bergamo e Brescia, PoweR ha voluto da un lato mappare le disuguaglianze di genere presenti nel mercato del lavoro e, dall’altro, individuare soluzioni condivise per rendere le organizzazioni più eque, inclusive e orientate al benessere delle persone. Un lavoro che riconosce e valorizza le imprese come motori del cambiamento sociale.
I temi al centro dell’indagine
La ricerca si è focalizzata su tre aree chiave:
- Accesso al mercato del lavoro
- Permanenza e crescita professionale
- Strumenti di conciliazione vita-lavoro
La prima fase si è basata su interviste e questionari per raccogliere dati e percezioni, mentre la seconda ha visto momenti di confronto attivo per tradurre le evidenze in strategie operative.
Presentazione dei risultati: tra dati e proposte concrete
I risultati sono stati presentati nella suggestiva cornice della Fondazione Feltrinelli di Milano, alla presenza di figure istituzionali impegnate per le pari opportunità come Diana De Marchi, Anna Maria Gandolfi, Barbara Tommasi, Miriam Campana e Daniela Edalini.
Le principali criticità emerse:
- Barriere all’ingresso nel mondo del lavoro per le donne, spesso dovute a ostacoli culturali e processi di selezione poco trasparenti.
- Strumenti di conciliazione ancora limitati e non accessibili a tutti.
- Percorsi di carriera segnati da discriminazioni indirette e da un’autosvalutazione femminile che porta alla rinuncia anticipata a opportunità di crescita.
Le proposte per invertire la rotta:
- Rendere i processi di selezione più equi e trasparenti.
- Intervenire precocemente sull’orientamento scolastico e formativo delle ragazze.
- Promuovere un cambiamento culturale interno alle aziende, verso un welfare organizzativo centrato su cura, ascolto e corresponsabilità.
- Costruire sistemi di partecipazione e ascolto per tutte le lavoratrici e i lavoratori.
- Stabilizzare e valorizzare le pratiche virtuose già in atto: dal reverse mentoring alla governance condivisa, fino a una conciliazione personalizzata.
- Riconoscere e valorizzare le competenze non formali e i percorsi discontinui
- Integrare l’equità di genere nelle strategie di sviluppo aziendale.
Il ruolo chiave del mentoring e dell’empowerment
Tra le carenze più rilevanti emerse c’è quella di reti di supporto professionale stabili: mentoring, coaching, empowerment e networking sono ancora poco strutturati. È qui che realtà come EWMD Milano, di cui faccio parte, stanno facendo la differenza.
L’associazione, da anni impegnata nella promozione dell’empowerment femminile, ha attivato percorsi gratuiti di mentoring per supportare le donne nei momenti di transizione, aiutarle a riconoscere le proprie risorse e accompagnarle nei percorsi di crescita professionale e personale.
Conclusione:
PoweR non è solo un progetto di ricerca: è una chiamata all’azione per le imprese, affinché diventino spazi sempre più inclusivi, capaci di accogliere la diversità come ricchezza e promuovere il talento femminile come leva strategica per l’innovazione e la resilienza.
Perché il vero progresso si costruisce solo quando si cammina insieme.