Ho letto sul Sole24Ore di una bellissima iniziativa di ICF che, gratuitamente e in termini sperimentali, ha proposto ad alcune scuole brevi percorsi di coaching per studenti e docenti riscuotendo grande successo.
Il coaching individuale e il Team e Group Coaching rappresentano un approccio nuovo e coinvolgente che stimola tutti a mettersi in gioco e a diventare attori del cambiamento migliorando il clima interno, le modalità relazionali tra dirigenti scolastici, docenti, genitori e studenti.
ICF definisce il coaching una “partnership” con il proprio cliente. Il Coach non si pone infatti in posizione di superiorità, non fa sentire il suo cliente inadeguato o peggio con qualche rotella fuori posto, non giudica ma cerca di comprendere i suoi veri bisogni e difficoltà per trovare insieme la strada giusta per ottenere i risultati desiderati, facendo emergere e attivando tutte le risorse e le potenzialità disponibili.
In ambito scolastico tutti ne possono trarre grandi vantaggi.
Gli INSEGNANTI, I DIRIGENTI SCOLASTICI E I GENITORI possono avvantaggiarsi da un:
- miglioramento della comunicazione interna
Il coaching, soprattutto nella sua forma di team coaching, aiuta dirigenti scolastici, insegnanti e personale amministrativo a sviluppare una comunicazione più chiara, empatica e collaborativa. Questo favorisce un clima lavorativo più sereno e produttivo.
- Rafforzamento della leadership educativa
Attraverso il coaching, i dirigenti scolastici imparano a guidare con maggiore consapevolezza, ascolto e visione strategica. La leadership si trasforma da gerarchica a partecipativa, valorizzando il contributo di ogni membro del team scolastico.
- Costruzione di un’identità scolastica condivisa
Uno degli obiettivi chiave è aiutare le scuole a sviluppare una cultura organizzativa forte e coesa. Il coaching stimola il confronto su valori, obiettivi e visioni, rafforzando il senso di appartenenza di studenti, docenti e famiglie.
- Supporto emotivo e benessere
Il coaching non è solo uno strumento organizzativo: è anche un prezioso alleato per la crescita personale. Aiuta gli adulti nella scuola a gestire stress, conflitti e cambiamenti, con ricadute positive anche sugli studenti, che trovano educatori più motivati e coesi.
Mentre GLI STUDENTI possono trarre vantaggio da una:
- Maggiore consapevolezza di sé
Il coaching aiuta gli studenti a riflettere su chi sono, cosa vogliono e come raggiungere i propri obiettivi. Imparano a conoscersi meglio, a riconoscere i propri punti di forza e a lavorare su quelli deboli.
- Miglioramento della motivazione
Attraverso domande stimolanti e il supporto di adulti formati al coaching, gli studenti riscoprono il senso dello studio e imparano a darsi obiettivi realistici e motivanti, migliorando il loro atteggiamento verso la scuola.
- Sviluppo di autonomia e responsabilità
Il coaching non offre soluzioni preconfezionate, ma stimola gli studenti a trovare le proprie. Questo li aiuta a diventare più autonomi, responsabili delle proprie scelte e capaci di affrontare sfide in modo attivo.
- Migliore gestione delle emozioni e dello stress
Grazie al coaching, i ragazzi imparano a riconoscere e gestire le emozioni, come ansia da prestazione, frustrazione o insicurezza, sviluppando così una maggiore resilienza emotiva.
- Miglioramento delle relazioni con compagni e docenti
Un clima scolastico più aperto, basato sull’ascolto e sul rispetto reciproco, migliora anche le dinamiche tra pari e tra studenti e insegnanti. Il coaching rafforza le competenze relazionali, come l’ascolto attivo e la comunicazione non violenta.
- Migliore preparazione al futuro
Il coaching può essere uno strumento utile anche per l’orientamento scolastico e professionale: aiuta gli studenti a riflettere sulle proprie inclinazioni, passioni e prospettive future in modo più lucido e strutturato.
Conclusione
Portare il coaching nelle scuole significa investire su tutto il capitale umano, creare relazioni più autentiche e trasformare la scuola in una comunità capace di affrontare insieme le sfide del presente e del futuro.
Ha soprattutto il vantaggio di agire prima che i problemi diventino insormontabili e di far vivere agli studenti esperienze di modalità relazionali positive utili nella loro vita e quando approderanno nel mondo del lavoro.