5 mosse per leggerle, gestirle e viverle meglio
Le emozioni sono compagne di vita preziose: come una tavolozza di colori, rendono ogni esperienza unica e irripetibile. Eppure, soprattutto nel lavoro, ci è stato insegnato a nasconderle, a reprimerle, a sostituirle con una freddezza spesso scambiata per sicurezza e autocontrollo.
Ma questo approccio ha un costo elevato:
- Tutto ciò che non ascoltiamo si trasforma in tensione
- Tutto ciò che reprimiamo diventa stress e rigidità
Le emozioni che più spesso cerchiamo di evitare sono la rabbia, la paura e la frustrazione.
Le temiamo perché possono compromettere le nostre relazioni e le nostre performance.
Eppure, anche il loro opposto è rischioso: se le lasciamo esplodere senza filtro, le conseguenze relazionali possono essere pesanti.
La vera alternativa non è ignorarle né subirle. È imparare a leggerle e gestirle.
🔴 La RABBIA: energia che segnala un confine
La rabbia è una forza potente. Nasce quando qualcosa non va, quando un valore viene violato, quando ci sentiamo non ascoltati o non riconosciuti. Senza rabbia, saremmo destinati a subire le situazioni, grazie alla rabbia, troviamo l’energia per reagire.
Il problema nasce quando viene repressa troppo a lungo: come una pentola a pressione, prima o poi esplode o quando lasciamo che esploda in tutta la sua potenza senza riuscire a gestirla.
Scenario tipico:
Sei un responsabile, stai controllando il lavoro di un tuo collaboratore e trovi lo stesso errore già segnalato più volte. Senti salire la rabbia e reagisci impulsivamente alzando la voce. Il clima si irrigidisce, la relazione si incrina. La rabbia è stata gestita male, ma il messaggio era chiaro: “Questo per me è importante”.
Cosa fare:
- Riconosci la rabbia senza giudicarti
- Fermati e respira (anche pochi secondi fanno la differenza)
- Chiediti quale bisogno o valore è stato violato
- Recupera lucidità su ciò che senti e pensi
- Comunica in modo fermo e pacato ciò che vuoi
👉 La rabbia, se ascoltata, diventa una bussola che ti aiuta a definire confini più chiari.
🟡 La PAURA: protezione che può diventare blocco
La paura è il nostro sistema di allarme. Ci avverte di un rischio e ci prepara ad affrontarlo.
Nel lavoro si manifesta spesso come:
- paura di perdere
- paura del giudizio
- paura di esporsi
- paura di perdere sicurezza o stabilità
Senza paura, non percepiremmo il pericolo. Ma quando prende il sopravvento, ci blocca.
Scenario tipico:
Sei in riunione. Hai individuato un problema legato a una decisione del tuo responsabile. Vorresti parlare… ma non lo fai perchè temi che reagisca male o di rischiare di esporti troppo” Rimani in silenzio. La riunione finisce. Il problema resta.
La paura ti ha protetto nel breve termine, ma ti ha tolto un’opportunità.
Cosa fare:
- Riconosci la paura senza evitarla
- Chiediti: “Di cosa ho davvero paura?”
- Distingui tra rischio reale e percepito
- Calma il corpo (respiro, pausa, centratura)
- Trova un modo più efficace per esprimere la tua opinione senza esporti troppo, tenendo anche conto dei bisogni dell’altro.
👉 La paura, se accolta, non blocca: orienta verso preparazione e crescita.
🔵 La FRUSTRAZIONE: segnale di cambiamento
La frustrazione nasce quando c’è uno scarto tra ciò che desideriamo e ciò che accade. È la sensazione di impotenza di fronte a situazioni che non riusciamo a cambiare. Può essere logorante. Ma è anche una potente spinta al cambiamento.
Scenario tipico:
Ti impegni, proponi idee, cerchi soluzioni… ma tutto sembra bloccarsi: decisioni rimandate, ostacoli continui, nessun avanzamento. E allora pensi: “Non ha senso impegnarsi… “Tanto non cambia niente…”
Ma sotto quella frustrazione c’è qualcosa di importante: il desiderio che le cose funzionano davvero
Cosa fare:
- Riconosci la frustrazione
- Prendi distanza e abbassa la tensione
- Identifica l’aspettativa disattesa
- Riformula: “Cosa posso imparare da questa situazione?”
- Trasformala in azione: cambia approccio, chiedi supporto, sviluppa nuove competenze
👉 La frustrazione non è un blocco: è una bussola che ti invita a ricalibrare direzione e strategie.
Qualsiasi sia l’emozione che stai vivendo la cosa più importante è chiedersi:
👉 “Che senso ha per me questa esperienza?”
👉 “Cosa mi sta insegnando?”
👉 “Come posso trarne beneficio in futuro?”
IL LAVORO SULLE EMOZIONI NELLE ORGANIZZAZIONI
Siamo quattro coach: Maria terlizzi, Elena Verdina, Lara Cavi, Maria Fiume e come Team TraformAziome affrontiamo spesso il tema della gestione delle emozioni all’interno delle Organizzazioni, accompagnando le persone e i Team a sviluppare le loro competenze emotive.
Lo facciamo attraverso un approccio esperienziale generando:
- uno spazio di lettura lucida delle situazioni
- il passaggio da reazioni automatiche ad una maggiore consapevolezza
- la comprensione dei propri schemi e trigger
- lo sviluppo di risposte più efficaci e assertive
- la traduzione in azioni concrete e sostenibili
- il rafforzamento dell’autonomia e della responsabilità
I BENEFICI:
- relazioni più sane
- decisioni più efficaci
- maggiore benessere
- performance più elevate
Concludendo
Le emozioni non sono un problema da eliminare. Sono informazioni da comprendere.
Se impariamo ad ascoltarle, diventano nostre alleate. Se le ignoriamo, diventano ostacoli. La differenza sta tutta nella nostra consapevolezza.
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