Oggi sentiamo molto parlare di coach e di coaching in vari contesti, e con diverse declinazioni: personal coach, vocal coach, business coach, life coach, mental coach ecc.. ma chi è il coach cos’è il coaching forse a molti non è così chiaro. Partirei quindi in una sorta di ipotetica intervista con la prima domanda.
Cos’è il coaching e cosa fa un coach?
Per me il coaching è un processo di ATTIVAZIONE, FACILITAZIONE ED ACCELLERAZIONE DEL CAMBIAMENTO
E’ un processo che aiuta una persona, un team o un’organizzazione a passare da una situazione attuale, che presenta delle criticità o che vuol essere modificata o migliorata, a una futura che rappresenta il traguardo o l’obiettivo che vuole raggiungere. Possiamo dire in sintesi che ciò che caratterizza un percorso di coaching è che tutta l’attività viene focalizzata verso il raggiungimento di un risultato concreto, tangibile e misurabile.
Facendo un esempio utilizzando una metafora:
Facciamo l’ipotesi che vogliate fare una escursione in montagna perché ci tenete a raggiungere quella vetta quel traguardo che avete sempre desiderato e dal quale potrete godervi quella vista indimenticabile che fino ad ora avete solo potuto ammirare solo attraverso le foto delle riviste specializzate.
Vi rendete conto però che da solo potreste non farcela e allora cosa fate? Cercate il supporto di una guida alpina che possa aiutarvi e prepararvi adeguatamente alla vostra escursione e che vi accompagnerà durante tutto il viaggio.
La guida alpina è il tuo coach.
Il suo compito è quello di renderti capace di superare gli ostacoli che potrebbero presentarsi durante il percorso e impedirti di raggiungere in sicurezza la vetta desiderata.
Il primo passo è la focalizzazione sul risultato o l’obiettivo da raggiungere. Dove vuoi andare, quali sono le motivazioni che ti guidano, perché è così importante per te quel traguardo e quanto sei determinato a raggiungerlo. Tutti presupposti indispensabili per il raggiungimento di qualsiasi obiettivo.
Il secondo passo è quello della preparazione prima della partenza, definendo nei dettagli il percorso da fare, verificando la presenza di tutte le dotazioni necessarie per affrontarlo, individuando quali difficoltà si potrebbero incontrare per valutare insieme quanto sei veramente preparato ed attrezzato ad affrontarle.
Il terzo passo è l’allenamento prima della partenza, simulando situazioni e ostacoli che potresti incontrare durante il percorso per allenarti a superarli.
Il quarto passo è il viaggio, dove tutto viene messo in gioco. In questa fase il coach come una vera guida alpina è al tuo fianco per vivere insieme a te questa nuova esperienza. Ti sostiene, ti sprona, ti aiuta a vedere i pericoli, a scorgere le opportunità, ti soccorre nei momenti di difficoltà.
Il quindi passo è dare senso e valore all’esperienza vissuta e a trarne insegnamento.
Certo qualcuno potrebbe obiettare che in fondo potresti fare tutto questo da solo, ma sicuramente con maggior dispendio di tempo e di energie e col rischio bloccarti alla prima imprevista difficoltà. Ecco perché io definisco il coaching un attivatore, facilitatore ed acceleratore del cambiamento.
Quali sono nella realtà gli obiettivi che un coach aiuta a raggiungere?
Come abbiamo visto anche i coach assumono nomi diversi a seconda degli ambiti in cui sono chiamati ad intervenire. Così il coach sportivo aiuta l’atleta ad acquisite le mentalità giusta ad affrontare gli stress delle competizioni agonistiche mentre il vocal coach aiuta il cantante a far esprimere al massimo le potenzialità della sua voce. Possiamo chiamare il life coach o il personal coach quando abbiamo bisogno di affrontare situazioni e scelte importanti della nostra vita mentre il business coach aiuta organizzazioni e manager ad affrontare cambiamenti, difficoltà relazionali e a potenziate le competenze e le performances dei propri collaboratori.
In generale penso che gli obiettivi che un coach può aiuta a raggiungere possono essere raggruppati per semplicità in 3 macro categorie:
- Obiettivi di PROBLEM SOLVING quando una persona, un team o una organizzazione che vive una situazione di difficoltà che genera conseguenze negative chiede al coach di essere aiutata a superarle. Come ad esempio in team che genera frequenti errori per effetto di elevati conflitti interni.
- Obiettivi di MIGLIORAMENTO quando una persona, un team o un’azienda ricercano il contributo di un coach per migliorare le loro performance e i risultati di business. Come ad esempio aumentare le vendite migliorando le capacità dei propri venditori.
- Obiettivi di tipo EVOLUTIVO quando una persona o una organizzazione che sta attraversando un momento di crisi o di cambiamento cerca il supporto di un coach in grado di aiutarla a fare luce su ciò che è veramente importante, a superare situazioni di empasse e ad individuare nuove vie d’uscita e strade da percorrere.
Quali sono le principali capacità che un coach deve avere per svolgere questo importante ruolo?
Le principali capacità che secondo me in un coach non possono mancare sono tre:
- capacità di ASCOLTO
- capacità di FARE DOMANDE
- capacità di EMPATIZZARE
che significa avere la curiosità, la sensibilità e la volontà di percepire il vissuto dell’altro, di immedesimarsi nella sua situazione “come se” fosse lui/lei, senza alcun giudizio. In gergo si chiama ascolto attivo e un bravo coach si allena costantemente per riuscire a metterlo in pratica.
In aggiunta deve essere:
- capace di leggere il contesto più ampio nel quale la persona o l’azienda opera
- capace di scegliere ed utilizzare le modalità e le tecniche più adeguate per aiutarlo, come fa un sarto che taglia un abito su misura per il suo cliente. Perché ogni persona, ogni azienda è diversa dalle altre e le soluzioni copia-incolla che vanno bene per altri spesso non sono quelle più adeguate alla nostra situazione e alla soluzione dei nostri problemi.
Ecco perché quella del coaching deve essere considerata una vera e propria professione che richiedere persone adeguatamente formate e qualificate a svolgerla. Persone che hanno lavorato prima di tutto su sé stesse prima di poter essere di aiuto ad altri.
Quindi attenzione a chi si spaccia per pilota senza aver fatto un numero adeguato di ore di volo e a verificare sempre la presenza di adeguata formazione ed esperienza nei coach che incontriamo.
Come mai ha deciso di fare la Coach e cosa ti ha spinta verso questa singolare professione?
E’ stata proprio la mia lunga esperienza in banca a farmi capire quanto i risultati di un team, di una direzione e di un’azienda sono strettamente dipendenti dalle sue capacità di comunicare a tutti i livelli, di gestire le relazioni e di creare un positivo e collaborativo clima interno.
Ho vissuto sulla mia pelle la differenza che passa da lavorare in ambienti tossici e demotivanti rispetto a quella di lavorare in ambienti positivi, dove le persone si sentono considerate ed apprezzate per il contributo che danno all’azienda, grande o piccolo che sia. Ambienti dove le persone si attivano spontaneamente per risolvere i problemi e si supportano come un vero team.
Come responsabile ho sentito importante poter dare il mio contributo affinché queste condizioni si potessero realizzare, perché sono proprio i Leader e tutti coloro che hanno un ruolo di responsabilità che hanno nelle loro mani la possibilità di creare, con il loro esempio e stile di leadership, le condizioni perché tutto questo si possa realizzare.
Ho cominciato quindi ad approfondire tutti i temi legati alla comunicazione e alla gestione dei conflitti, e man mano che andavo avanti negli studi emergeva sempre più forte in me il desiderio di poter aiutare altri leader, manager e aziende, a perseguire i loro obiettivi di crescita e sviluppo attraverso il miglioramento delle relazioni e della comunicazione interna, la valorizzazione del potenziale inespresso delle loro persone e il rafforzamento dei valori interni.
Così oggi quella della Business Coach è diventata la mia nuova professione, che faccio con passione, perché ogni volta mi consente di iniziare con i miei clienti un nuovo viaggio stimolante e sfidante.
Cosa vorresti dire a chi ti sta leggendo in questo momento?
Utilizzando un’altra metafora, questa volta sportiva, vorrei dire che come coach sono profondamente convinta che in ognuno di noi c’è una macchina da corsa che aspetta solo di essere riconosciuta per potere esprimere a pieno le sue potenzialità, perché spesso non lo sappiamo, non ci crediamo o continuiamo a guidarla come se fosse una 500. Se le tue convinzioni limitanti ti impediscono di riconoscere la macchina da corsa che c’è in te, e la vuoi veramente scoprire, vieni da me e inizieremo insieme un emozionante viaggio alla scoperta di tè e dei traguardi che, se vorrai, potrai raggiungere.
Se vuoi saperne di più su di me e cosa faccio clicca qui e contattami sarò lieta di rispondere a tutte le tue curiosità