Qualche giorno fa ho partecipato a un seminario organizzato da Lele Molino , Presidente di MyWorld.
Mentre ascoltavo Lele Molino, sono rimasta colpita dalla sua padronanza oratoria e dalla sua capacità di coinvolgere i partecipanti. Il pensiero che mi è balzato subito in mente è stato: “Che talento!” Sicuramente, sarà una persona estroversa, con una grande predisposizione naturale alle relazioni e capace di generare facilmente empatia”.
Ascoltando poi la sua storia fatta di 30 anni di esperienze, di cadute e di risalite, di errori da cui però ha saputo trarre insegnamento, di tanto impegno e di grandi successi, ho consapevolizzato che il talento si trasforma in eccellenza riconosciuta da tutti, solo quando si sposa con la consapevolezza di averlo e all’impegno a metterlo veramente a frutto per raggiungere degli obiettivi concreti.
Una storia che insegna
Un momento che mi ha toccato particolarmente è stato quando Lele ha premiato Rosario, un suo giovane collaboratore che aveva in poco tempo raggiunto risultati eccellenti, proprio grazie al suo impegno e alla sua capacità di intessere relazioni e di procacciare nuovi potenziali clienti. Ho quindi pensato: “anche Lui avrà avuto un innato talento e grandi capacità relazionali” ma la verità mi ha sorpreso.
Rosario ha condiviso la sua storia raccontando come fosse stato un ragazzo magrissimo, estremamente timido e taciturno, incapace di parlare in pubblico; un ragazzo che preferiva rifugiarsi nello studio per evitare di essere preso in giro dai compagni. Per anni era rimasto bloccato dalla paura di non essere all’altezza, di essere giudicato, convinto di non avere capacità relazionali. Il cambiamento è arrivato quando ha incontrato un Mentore come Lele, che ha saputo vedere oltre le sue insicurezze, stimolandolo a provarci e a dimostrare a sé stesso che c’è la poteva fare.
Il freno a mano della paura
La storia di Rosario mi ha portato a riflettere su un aspetto universale: quante volte viviamo con il freno a mano tirato a causa delle nostre paure?
Il ruolo del Mentore e del Coach
Un Mentore può fare la differenza come nel caso di Rosario, ispirandoci con il proprio esempio e stimolandoci a muovere i primi passi. Ma il coach svolge un ruolo altrettanto prezioso, se non più profondo.
il Coach è la persona che ti aiuta a scoprire il talento nascosto che c’è dentro di te, ad individuare e superare gli ostacoli che ti impediscono di farlo emergere in tutta la sua potenzialità; è la persona che è capace di attivare le giuste leve motivazionali affinché questa capacità venga canalizzata verso il raggiungimento di un obiettivo concreto.
Il Coach però, non può fare tutto da solo: la scelta finale se far fiorire il tuo talento o rimetterlo nel cassetto senza utilizzarlo, spetta sempre e solo a te.
Domande per riflettere
Ti invito a porti alcune domande:
- Sto vivendo appieno la mia vita?
- Quali paure mi stanno impedendo di far emergere i miei talenti?
- Cosa posso fare, già da oggi, per cambiare?
Se non riesci a trovare le risposte da solo, non aspettare oltre . Il supporto di un coach può aiutarti a liberare il tuo potenziale, a lasciarti alle spalle le paure e vivere una vita più soddisfacente e autentica.
Conclusione
Le storie di Lele Molino e Rosario ci insegnano che il talento è solo l’inizio. La consapevolezza, il coraggio di affrontare le nostre paure e il sostegno giusto possono trasformarlo in una forza che ci guida verso la realizzazione personale e professionale.
Non vivere con il freno tirato: libera il tuo talento e inizia a costruire il futuro che meriti.